Calcio Catania: dal 1946

Amare u Liotru è complicato, bisogna rinunciare alle seduzioni delle grandi squadre e resistere allo sconforto nei momenti bui, tuttavia nessuno stadio platinato sa regalare le stesse emozioni. Nel 2016 il Catania ha compiuto 70 anni e tutti i tifosi, giovani e vecchi, sanno bene che non sono stati certamente anni noiosi, bensì ricchi di emozioni, sorprese, lacrime e fatica, come tutte le grandi storie d’amore.

Catania 1946: 70 anni e non sentirli

Nei giorni del secondo dopoguerra, due squadre rappresentavano la città in serie C, la Virtus e la Catanese, già nel 1946, però, si fondarono nel Calcio Catania.

Dopo tre anni gli Etnei vennero promossi nella serie cadetta e nel 1954 approdano per la prima volta in Serie A, anche grazie alla difesa dell’indimenticabile Enzo Bearzot. Una stagione terminata per una discutibile decisione della Lega Sportiva, che fu, tuttavia, piena di sfide entusiasmanti, tra cui la celebre vittoria contro l’Udinese, un 5-0 rimasto nella storia del club.

Negli anni seguenti il Catania continuò a lottare per tornare in prima divisione e finalmente nel 1960 il ct Di Bella riuscì nell’impresa.

I successivi sei anni videro la squadra dell’elefante confrontarsi con i migliori club italiani, che più volte commisero l’errore di sottovalutare il coraggio dei Siciliani, come la Juventus battuta per ben due volte, e l’Inter di Helenio Herrera nella stagione 1960-1961 perse lo Scudetto sul campo del Catania.

Per i Nerazzurri la partita era fondamentale per distanziare la Juventus e vincere il Campionato; forti della vittoria 5-0 dell’andata arrivarono in Sicilia sicuri e arroganti, definendo gli avversari “una squadra di postelegrafonici”, scatenando così la voglia di riscatto degli Etnei.

Il 4 giugno 1961 l’inter viene battuta 2-0 dal Catania, un risultato così inaspettato da far esclamare a Sandro Ciotti “Clamoroso al Cibali”, frase ancora oggi usata per descrivere la vittoria della squadra sfavorita.

Tra gli anni ‘60 e ‘70, il Catania tornò in B, con qualche interessante stagione in Serie A, ma fu il  25 giugno 1983 che si verificò uno degli episodi simbolo dell’amore dei Catanesi per la loro squadra: ben 40 mila tifosi riempirono l’Olimpico di Roma per assistere allo spareggio contro la Cremonese, una delle più numerose trasferte della storia del calcio.

Un momento epico per il Calcio Catania, dopo del quale, però, iniziò un lungo periodo di buio.

Nell’87 il Liotru scivolò in C1, dove languì per cinque anni, fino a rischiare nel 1993 la radiazione definitiva dal calcio professionistico. Fortunatamente una sentenza tramutò la retrocessione ed il Catania potè ricominciare la sua lotta dall’Eccellenza.

Il nuovo millennio vide la squadra Siciliana tornare nella serie cadetta e, finalmente, nel 2006 il Catania torna a vedersi nel calendario delle partite di serie A.

Il coraggio e la passione degli Etnei sono la caratteristica intrinseca di questa squadra, che non ha mai smesso di lottare con forza e determinazione, nei momenti gloriosi così come in quelli difficili.

Saranno proprio questa forza e questo coraggio a far risalire il Calcio Catania dalla Lega Pro, dopo la retrocessione del 2015, e a regalare in futuro ancora tante sorprese ed emozioni ai suoi tifosi.

Simboli del Calcio Catania

Lo stemma del Catania rappresenta uno scudo palato rossazzurro a tre punte, con dietro l’immagine di un antico pallone da calcio in cuoio e dell'elefante simbolo della città etnea.

U Liotru è da sempre la mascotte della squadra e nel 2014 i tifosi gli hanno assegnato anche un nome, Agatino, in onore della santa patrona della città.

L'inno ufficiale del Catania è “Catania siamo noi”, composto da Giuseppe Castiglia; fino al 2015, mentre i giocatori entravano in campo,  i tifosi cantavano “Alè Catania", poi sostituita da un pezzo del film Pirati dei Caraibi.