Nel 1934/35 arriva alla presidenza della squadra un esponente della nobiltà locale: il Duca Vespasiano Trigona di Misterbianco, coadiuvato da un importante consiglio d’amministrazione, tra cui Longo, Setarotta e il segretario Angelo Vasta, che subito opera diversi acquisti di calciatori, tra cui Amedeo Biavati, ala destra inventore del doppio passo, che sarà un pilastro del Bologna e della Nazionale di Vittorio Pozzo campione del Mondo nel '38. L’allenatore era l'ungherese Geza Kertesz. Si vede subito la stoffa della squadra che conduce un campionato strepitoso, tanto che a cinque giornate dalla fine si troverà a lottare con il Genova per la promozione in serie A. Nello scontro diretto, alla fine del primo tempo il risultato arride ai rossazzurri per due a zero, con reti del bomber Nicolosi. Ma negli spogliatoi avvenne qualcosa d’imprevisto: ai giocatori fu dato un presunto ordine di non spingere troppo per ottenere la vittoria. Dopo si seppe che la società aveva un deficit economico consistente e se la squadra fosse andata in serie A, le casse sarebbero rimaste completamente vuote. Il Genova pareggiò l’incontro in maniera incredibile e poi fu promossa. La formazione del Catania in quella occasione era la seguente: Sernagiotto, Miltone, Ferrario, Paglierini, Micossi, Casanova, Bianzino, Bodini, Nicolosi, Biavati e Niccolini. Alla fine sarà solo 4° posto.
Classifica serie B 1934-35 gir. A:
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Classifica |
P.ti | G |
Totale |
Casa | Fuori | Reti | |||||||
| V | N | P | V | N | P | V | N | P | F | S | |||
| Genova 1893 |
42 |
29 |
18 | 6 | 5 | 11 | 2 | 2 | 7 | 4 | 3 | 48 | 23 |
| Novara | 39 | 29 | 17 | 5 | 7 | 12 | 3 | 0 | 5 | 2 | 7 | 61 | 34 |
| Pisa | 37 | 29 | 15 | 7 | 7 | 12 | 2 | 0 | 3 | 5 | 7 | 51 | 33 |
| CATANIA | 37 | 29 | 16 | 5 | 8 | 13 | 2 | 0 | 3 | 3 | 8 | 45 | 35 |
| Vigevanesi | 35 | 29 | 14 | 7 | 8 | 11 | 3 | 1 | 3 | 4 | 7 | 67 | 34 |
| Parducci Viareggio | 35 | 29 | 15 | 5 | 9 | 13 | 1 | 1 | 2 | 4 | 8 | 43 | 32 |
| Lucchese Libertas | 34 | 29 | 13 | 8 | 8 | 11 | 2 | 2 | 2 | 6 | 6 | 40 | 31 |
| Messina | 32 | 29 | 12 | 8 | 9 | 11 | 4 | 0 | 1 | 4 | 9 | 52 | 45 |
| Cagliari | 30 | 29 | 12 | 6 | 11 | 9 | 2 | 3 | 3 | 4 | 8 | 45 | 40 |
| Seregno | 28 | 29 | 9 | 10 | 10 | 6 | 7 | 1 | 3 | 3 | 9 | 42 | 41 |
| Spezia | 24 | 29 | 10 | 4 | 15 | 7 | 2 | 5 | 3 | 2 | 10 | 37 | 41 |
| Casale | 23 | 29 | 7 | 9 | 13 | 6 | 5 | 3 | 1 | 4 | 10 | 28 | 53 |
| Legnano (*) | 21 | 29 | 9 | 4 | 16 | 8 | 3 | 3 | 1 | 1 | 13 | 30 | 51 |
| Pro Patria Libertate (*) | 15 | 29 | 4 | 8 | 17 | 4 | 4 | 6 | 0 | 4 | 11 | 22 | 45 |
| Derthona (**) | 11 | 29 | 3 | 7 | 19 | 2 | 6 | 6 | 1 | 1 | 13 | 23 | 74 |
| Pavia (ritirato) | 3 | 15 | 0 | 3 | 12 | 0 | 3 | 5 | 0 | 0 | 7 | 7 | 29 |
| Del Pavia, che si ritirò alla 20a giornata, furono annullati i risultati delle 5 partite del girone del ritorno ed ai fini della classifica fu considerato valido solo il girone d'andata. | |||||||||||||
| (*) - 1 punto di penalizzazione: Pro Patria per recidività in giudizio sportivo - Legnano per rinuncia; (**) - 2 punti di penalizzazione per rinuncia 2 partite | |||||||||||||
| Genova 1893 promosso in serie A insieme al Bari vincente del girone B. Retrocessi in 1a divisione: Cagliari, Seregno, Spezia, Casale, Legnano, Pro Patria, Derthona e Pavia. | |||||||||||||
6 gennaio 1935 Genoa - Catania 3-1 (Bedendo su rig. al 60') ; 5 maggio 1935 Catania - Genoa 2-2 (al 32' e 37' Nicolosi, al 82' Libonatti e al 84' Sala)
20 gennaio 1935 Catania - Messina 3-2 ; 19 maggio 1935 Messina - Catania 3-0
18 dicembre 1934 Cagliari - Catania 3-1 (Nicolini (Ct), D'Albert, Subinaghi e Baccilieri) sospesa al 63' per nubifragio. Tre giorni dopo 21 dicembre 1934 si rigiocò ma stavolta vinse il Catania 3 a 2 (Subinaghi e D'Alberto per i sardi e Nicolini, Biavati e Bodini per gli etnei)
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La squadra di Kertesz realizzò 45 gol così divisi: Cocò Nicolosi (12 reti), Nicolini (10), Bodini (8), Biavati (5), Bianzino (4), Bedendo (3), Casanova e Manazza, più un autogol del novarese Colombo!

Giocatori:
Sernagiotto, Ferrario, Bedendo, Pagliarini, Miltone, Micossi, Manazza, Bodini,
Biavati, Casanova, Nicolini, Cozzi, Nicolosi, Pomi, Marchi,
Bianzino, Miniati, Lessi e Degni.
All.: Geza Kertesz

Biavati e Nicolini.
Amedeo Biavati, nato a Bologna il 04/04/1915, il talentuoso “doppio passo man” che, 19enne, nella stagione 1934-35, costituì il fiore all’occhiello di un Catania che si piazzava terzo con il Pisa (alle spalle di Genova 1893 e Novara) nel primo raggruppamento di quel particolare campionato di serie B che faceva da filtro, in vista dell’istituzione del girone unico. Biavati, in prestito stagionale così giovane e tanto promettente per i suoi numeri spettacolari, divenne presto il beniamino del pubblico nel campo di piazza Esposizione, accreditandosi anche di cinque gol nelle 27 partite giocate.

Giovanni Degni.

Prepartita di Catania - Cagliari del 21 aprile 1935 poi finita 2 a 0 per noi sul campo dell' Esposizione.
*6 gennaio 1935 Genoa - Catania (3-1): Ci sarebbero dovuti essere spalti gremiti in quell’Epifania del 1935 , in cui il Genova 1893, in testa con 9 titoli nazionali all’Albo d’oro del calcio italiano e giunto al suo trentatreesimo campionato e primo non nella massima serie, riceveva da capolista, con i 16 punti ottenuti nelle prime 10 giornate, il Catania (arrivato nella Superba già al venerdì per preparare al meglio lo scontro di vertice), che inseguiva al terzo posto, staccato di due lunghezze. Prima dell’atteso incontro su Genova si scatenò una violenta grandinata, che limitò significativamente le presenze al “Luigi Ferraris”. Grandinò pure dalle parti del malcapitato portiere etneo Mario Sernagiotto, che vide la sua porta violata tre volte nei primi venti minuti, prima da un calcio di rigore di Ernesto Matteo Poggi (che ne avrebbe tirato fuori un altro a due minuti dal triplice fischio finale), poi da due staffilate di Giuseppe Ferrari e Giuseppe Scategni. La partita a quel punto era ormai decisa. I catanesi, che schieravano al centro dell’attacco il ventenne Amedeo Biavati (la futura ala destra, resa celebre dal «passo doppio», dello «squadrone che tremare il mondo fa» e della Nazionale Italiana nella vittoriosa Coppa Rimet 1938, mandato dopo le prime incoraggianti apparizioni nei precedenti due campionati con la maglia del Bologna, a “farsi le ossa”), quel giorno limitato da un incidente di gioco, cercarono caparbiamente e trovarono al quarto d’ora della ripresa “la rete della bandiera”, con un calcio di rigore trasformato da Ferruccio Bedendo.
*5 maggio 1935 Catania - Genoa (2-2): il capolista Genova 1893, sconfitto la domenica prima sempre in terra sicula (1-3 a Messina), doveva ancora disputare, come la compagine etnea, distanziata di quattro lunghezze, quattro incontri, e aveva un vantaggio di due punti sul Novara e di tre sul Pisa, le sue più immediate inseguitrici, che, però, avevano ancora solamente tre turni a loro disposizione. Vero mattatore dell’incontro fu l’attaccante (prima centravanti e poi, dopo aver subito un infortunio, ala sinistra) Nicolò Nicolosi, che, dopo la rete al 32’ del 1° tempo, fu capace di raddoppiare a soli nove minuti dal termine. Gli uomini di Renzo «Figlio di Dio» De Vecchi ebbero la forza di non abbattersi e subito dopo la seconda rete etnea di tornare in partita con una rete dell’italo-argentino Julio Libonatti, che, grazie a un’incertezza del terzino sinistro Luigi Ferrario e del portiere Mario Sernagiotto del Catania, aveva sfruttato il suggerimento dell’ala destra Renzo Gobbi. Fu l’altra ala genovana Giuseppe Ferrari a perfezionare la rimonta a cinque minuti dal termine, correggendo di testa in porta una conclusione da 40 metri circa di Valentino Sala I.