IL  PRESIDENTISSIMO  ANGELO  MASSIMINO

Angelo Massimino, nato a Catania il 16 gennaio 1927 e morto a Scillato il 4 marzo 1996, è stato per la città di Catania, quella calcistica s’intende, una istituzione; un uomo passionale, pittoresco, a volte ricordato anche per i suoi strafalcioni linguistici. Ha lasciato in eredità il cuore e il sentimento: cose andate in onda negli anni a cavallo tra il settanta e l’ottanta. Il calcio a quell’epoca era vero calcio, fatto di sentimenti e soprattutto basato sulla parola e l’amicizia. Proprio in virtù di ciò Angelo Massimino cominciò la sua carriera di presidente di un sodalizio con la famosa Massiminiana che allora militava in Serie C, paragonabile ad una odierna Serie B. Da quel sodalizio Angelo Massimino insieme ai fratelli costruì una società che a quell’epoca ottenne dei buoni risultati e sfornò una miriade di grossi giocatori che ottennero risultati prestigiosi. Ricordiamo in particolare il centravanti Pietro Anastasi che fu scoperto proprio da Angelo Massimino e che, dopo una grande annata con la Massiminiana, andò a giocare a Varese. Massimino cominciò a costruire la sua fortuna di imprenditore in Argentina dove era emigrato. Tornato a Catania, come detto, fondò la Massiminiana e poi nel 1968 rilevò il Catania Calcio 1946 da Ignazio Marcoccio, anche se già fin dal 1959 entrò a far parte del consiglio d' amministrazione apportando una certa liquidità data la difficoltà economica di Marcoccio. A quel tempo si stava cominciando a preparare la trasformazione della società in S.p.A. Nel 1969 portò il Catania in Serie A con quello squadrone di frombolieri, quali Cavazzoni e Bonfanti, e dimostrò tanta lungimiranza nel portare a termine tante trattative. Per un anno dovette lasciare la presidenza, ma i risultati senza Massimino, furono talmente mediocri che venne richiamato a furor di popolo.

 

Il presidentissimo intervistato da Salvo La Rosa ad "Insieme".

 

Il presidentissimo intervistato da Mino Licordari a "Video 3".

 

 

 

 

 

 

Angelo Massimino - I risultati ottenuti

I risultati ottenuti dal nostro Presidentissimo furono senza ombra di dubbio tra i migliori che il Catania ottenne in tutta la sua storia. Angelo Massimino, arrivò nuovamente nella dirigenza nel 1974-75 a furor di popolo e promise di riportare il Catania in serie B (n.d.r. promessa mantenuta); ingaggiò due punte formidabili per quei tempi di magra, cioè Ciceri e Spagnolo che in due segnarono la bellezza di 36 gol. Allenatore fu Egizio Rubino, ed il Catania in quella stagione perse solo una sola partita con il Messina e al termine fu promosso in serie B. Nel 1975-76 viene richiamato alla guida tecnica Mazzetti, dallo stesso Massimino, ma quel campionato fu disputato dalla squadra senza infamia e senza lode. Nel 1976-77 alla guida tecnica ritorna Carmelo Di Bella, ma si retrocede perdendo malamente l'ultima partita a Brescia; si ritornò così in serie C. Il 1977-78 segna l'inizio della più lunga permanenza in seire C per quegli anni; la squadra venne affidata prima a Matteucci, ma le cose andarono male e Massimino richiamò Mazzetti (il quale era sempre pronto al richiamo di Catania). La promozione agognata non arriva; infatti il Catania che pur arrivò allo spareggio con la Nocerina (erano a pari punti alla fine della stagione) che si disputò a Catanzaro perse quella partita e si parlò di tradimento di alcuni giocatori. Nel 1978-79 il Catania giocò in serie C1 per la ristrutturazione dei campionati, che suddivisero la terza serie in due categorie (le attuali C1 e C2); arrivò Capelli, ma il Catania restò in serie C1. Nel 1979-80 Massimino riprende il rapporto con Gennaro Rambone, con il quale la società rossazzura aveva iniziato la preparazione nel 1974-75; ma il rapporto tra presidenti e allenatore (visti i due caratterini) non sono sempre "rose e fiori" e nel novembre '79 il tecnico rassegnò le dimissioni. Al suo posto arrivò De Petrillo che vinse la prima partita contro il Siracusa e alla fine portò il Catania in serie B (come nel 1974-75 si disse che il merito fu di Rambone, ma questo voleva dire togliere il merito agli allenatori che lo sostituirono egregiamente). Nel 1980-81 Massimino vuole riconfermare De Petrillo, ma questi è squalificato; il tecnico restò qualche partita poi arrivò il solito Mazzetti e il rapporto con De Petrillo si ruppe. Nel 1981-82 Mazzetti venne riconfermato, ma l'età non gli permise di sedere in panchina; occorreva un allenatore ufficiale e questi fu Michelotti. Fu una stagione difficile e buttata al vento anche per il rapporto tra tecnico e presidente. Nel 1982-83 Massimino scova un giovane allenatore napoletano, era Gianni Di Marzio, dai buoni trascorsi che tra l'altro vantava una promozione con il Catanzaro in serie A e qualche esperienza nella massima serie. Fu la stagione più bella di questi ultimi venti anni; fu costruita una squadra per vincere e salire nella massima serie [risultato acquisito dopo gli splendidi spareggi disputati all'Olimpico con il Como e la Cremonese (posso anche dire "io c'ero", avevo solo 8 anni, ma è stata un'esperienza indimenticabile). Dopo un campionato altalenante si arrivò come detto ai famosi spareggi contro il Como, finita 1-0 con gol di Crialesi di testa, e contro la Cremonese il 25 giugno 1983, finita per 0-0 (ricordo ancora la richiesta del tempo di Sorrentino all'arbitro, il pianto dello stesso portiere, il giro di campo di Massimino portato in trionfo sulle spalle dai giocatori e i traghetti sullo stretto tutti colorati di rossazzuro fra bandiere, sciarpe, cappelli, magliette e quant' altro), ma visto che Como - Cremonese finì 0-0 il Catania in quel minitorneo a tre ebbe più punti degli avversari. Nel 198-84 vennero acquistati due stranieri Pedrinho e Luvanor per disputare la massima serie (per la prima volta sul campo di allenamento si vedevano le sagome per far allenare Pedrinho a battere le punizioni a girare). Fu un campionato che per il Catania significò nuova retrocessione ed inizio di una lunga serie di tormenti e campionato nelle più basse serie. Nel 1984-85 si disputa il campionato di Serie B, ma si arriva solo quindicesimi. Non molto da dire. Stessa discorso nel 1985-86 quando in Serie B si arriva stavolta tredicesimi. Anche qui un campionato anonimo. Nel 1986-87 la crisi, Massimino viene sostituito da una cordata di politici ma arriviamo al penultimo posto della Serie B e retrocediamo in C1. Nel 1987-88 in Serie C1, non andiamo oltre il 15° posto nel girone B; ci salvammo solo vincendo lo spareggio con la Nocerina disputato a Cosenza. Nel 1988-89 visto la salvezza dell'anno precedente siamo ancora in Serie C1, ma i risultati non cambiano infatti arriviamo decimi nel girone B. Nel 1989-90 la Serie è sempre la stessa, cioè la C1, sono come al solito i risultati che non cambiano, infatti fu un 10° posto. Nel 1990-91 continua il purgatorio della Serie C1, ma come al solito in questi anni non si va oltre '11° posto. Nel 1991-92 la serie è sempre la C1, si migliora un pò rispetto alle passate stagioni, ma ancora non basta. Alla fine siamo al 6° posto. E' il 1992-93 in Serie C1, ci classifichiamo all'8° posto, ma il peggio deve ancora arrivare; infatti tornato alla presidenza Massimino, che dopo il 1986 aveva ceduto la squadra ad una cordata politica, nell'estate 1993 il Catania ingiustamente viene radiato per inadempienze finanziarie,ma viene riammesso al campionato di Eccellenza (non era quello che si aspettava visto che anche i vari ricorsi dicevano che il Catania doveva giocare in C1, ma così non fu). Si ricominciò quindi dall'"inferno" nel 1993-94 dal campionato di Eccellenza, e la squadra si classifica al 3° posto nel girone A e fu, quindi, ripescato nel C.N.D. Nel 1994-95 nel campionato di C.N.D., il Catania arrivò 1° nel girone I, e ci fu la promozione in Serie C2. Finalmente si poteva dire che si tornava tra i professionisti [anche se la città ed il pubblico, circa 20.000 spettatori ogni partita (un pubblico non da serie C2 o C1). Il purgatorio continuò nel 1995-96 sempre in Serie C2, si arrivò alla fine del campionato all'8° posto. E proprio in quell' anno, arrivò la morte del Cavaliere, del nostro eroe. Angelo non dimenticheremo mai il tuo amore per il Catania.

 

 

 

 

  

La curva nord e la sud che ricordano sempre il Presidente.                        Il ricordo della curva sud.

 

 

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