Ecco tutte le tappe della vicenda che ha portato all'allargamento dell'organico di Serie B da 20 a 24 squadre, e vedere vinto dal Catania il contenzioso contro la Federazione Italiana Gioco Calcio:

12 aprile 2003: Si gioca Catania-Siena, incontro valido per la 30a giornata di Serie B. Il Siena schiera in campo Martinelli, giocatore che, squalificato, sette giorni prima aveva saltato la partita di campionato contro il Napoli giocando lo stesso giorno con la formazione primavera. L'incontro si chiude 1-1. Il Catania fa denuncia al presidente della Lega Galliani, che deferisce il Siena alla Disciplinare.

24 aprile 2003: La Disciplinare respinge il ricorso del Catania, che si rivolge alla Commissione d'Appello Federale, ultimo organo di giudizio della giustizia sportiva.

28 aprile 2003: La CAF accoglie il ricorso del Catania, dandogli vinta a tavolino la partita contro il Siena.

22 maggio 2003: La Corte Federale, chiamata in causa dal ricorso di otto formazioni di Serie B, ribalta la sentenza della CAF, con una decisione senza precedenti. Il tutto a tre giornate dalla conclusione del torneo di Serie B.

27 maggio 2003: Il Catania ricorre al Tribunale Amministrativo Regionale, affermando che la Corte Federale non ha potere di incidere su decisioni passate in giudicato, ma soltanto, eventualmente, di fissare linee interpretative per casi futuri.

28 maggio 2003: Il Catania ricorre alla Giunta Esecutiva del CONI.

5 giugno 2003: Il TAR accoglie il ricorso del Catania, ordinando alla FIGC di ripristinare il verdetto della CAF. Il presidente federale Carraro si rifiuta di ottemperare all'ordinanza.

9 giugno 2003: Finisce il campionato di Serie B. Il Catania risulta quart'ultimo, e quindi retrocesso con 44 punti, secondo la classifica della FIGC, ma salvo (a quota 46 punti) secondo quella del TAR.

12 giugno 2003: La FIGC ricorre al Consiglio di Stato del Lazio e al Consiglio di Giustizia Amministrativo di Palermo contro la decisione del TAR di Catania.

17 giugno 2003: Il Consiglio di Stato dichiara la propria "incompetenza funzionale" relativa al caso.

26 giugno 2003: Il CGA di Palermo conferma il giudizio del TAR di Catania rendendo operativa l'ordinanza che impone alla FIGC di restituire al Catania i due punti della vittoria a tavolino sul Siena e reintegrarlo in Serie B, anche se in sovrannumero rispetto all'organico previsto. Carraro ribadisce di non voler ottemperare all'ordinanza.

30 giugno 2003: Il TAR di Catania nomina Mario Pescante, sottosegretario ai Beni Culturali con delega allo Sport, commissario ad acta della Federcalcio e della Lega con il compito di eseguire l'ordinanza di sospensione della decisione della Corte Federale e di reintegrare quindi il Catania in Serie B. Carraro convoca un consiglio federale straordinario per mercoledì 2 luglio.

1 luglio 2003: Il CONI invita la Federcalcio ad annullare gli effetti della decisione della Corte Federale, che non era competente ad emettere una sentenza, ripristinando la sentenza di ultimo grado della CAF che attribuiva al Catania la vittoria a tavolino sul Siena.

2 luglio 2003: Il Consiglio Federale riscrive la classifica di B assegnando al Catania la vittoria a tavolino sul Siena, ottemperando così all' ordinanza del TAR di Catania, ma rinvia "al Collegio arbitrale amministrato dalla Camera di conciliazione e arbitrato per lo sport di cui all'articolo 12 dello statuto Coni [...] la soluzione in via d'urgenza della controversia con la società Calcio Catania e con le società controinteressate, confermando conseguentemente l'intervenuta adesione della Figc al procedimento arbitrale già promosso da terzi".

4 luglio 2003: Il TAR di Catania nomina nuovamente Mario Pescante commissario ad acta ritenendo il provvedimento della federazione "elusivo del giudicato amministrativo cautelare". Secondo il TAR, la inscrizione del Catania in B deve essere definitiva e non può pertanto essere soggetta ad ulteriori gradi di giudizio. Dure reazioni di CONI e FIGC che ritengono il nuovo intervento del TAR un attacco all'autonomia dello sport. Il CONI convoca la propria giunta per lunedì 7 luglio, la FIGC un nuovo Consiglio Federale straordinario per mercoledì luglio.

7 luglio 2003: La Giunta del Coni invita la Figc a riammettere nel piu' breve tempo possibile, e comunque entro 48 ore e senza condizioni, il Catania al campionato di Serie B per la stagione 2003-2004.

8 luglio 2003: Il Venezia si aggiunge a Napoli e Siena nella richiesta di arbitrato per annullare gli effetti della sentenza della CAF del 29 aprile. Il club veneto deposita anche la richiesta al tribunale civile di Roma affinchè confermi il diritto del club ad andare ad arbitrato in base all'articolo 700 del codice di procedura civile, bloccando le ordinanze del TAR di Catania.

9 luglio 2003: La FIGC riammette il Catania in Serie B "senza condizioni", rimandando le decisioni sulla formula del campionato 2003-'04 all'assemblea di Lega del 22 luglio 2003 e al consiglio federale del 23 luglio 2003, facendo salvo il diritto di tutte le società affiliate a rivolgersi agli organi di giustizia sportiva per la tutela dei propri diritti.

11 luglio 2003: il tribunale civile di Roma respinge il ricorso del Venezia, dichiarandosi incompetente a decidere, ma la procedura dell'arbitrato del CONI va' avanti.

15 luglio 2003: Mario Pescante rinuncia per "impegni istituzionali" alla carica di commissario ad acta.

16 luglio 2003: La CAF assegna al Venezia la vittoria a tavolino per l'incontro giocato al Cibali contro il Catania e perso sul campo per 2-0. Causa della decisione la posizione, giudicata irregolare, del centrocampista rosso azzurro Vito Grieco, che aveva scontato una giornata di squalifica e giocato, il giorno seguente, con la squadra primavera del Catania. Il Catania perde così tre punti e retrocede in C, ma la società preannuncia nuovi ricorsi alla giustizia ordinaria e accusa Carraro di aver pilotato la sentenza, arrivata peraltro molto in ritardo rispetto alla presentazione del ricorso. Intanto il presidente etneo, Riccardo Gaucci, viene squalificato per 10 mesi e condannato dalla Commissione Disciplinare a pagare 80000 euro di multa per aver fatto ricorso alla giustizia ordinaria senza chiedere l'autorizzazione agli organi sportivi competenti.

18 luglio 2003: il TAR nomina due nuovi commissari ad acta (il prefetto di Roma, Emilio Del Mese, e il consigliere del Tar del Lazio, Carlo Modica de Mohac) che impongono al CONI di annullare l'arbitrato richiesto dal Venezia sul caso-Martinelli e alla FIGC l'ammissione del Catania in Serie B fino al 25 luglio, data dell'udienza del TAR di Catania che dovrà decidere nel merito della questione. La decisione non incide sulla sentenza della CAF sul "caso-Grieco" per la quale il Catania presenta nuovo ricorso al TAR.

21 luglio 2003: Il TAR di Catania accoglie un nuovo ricorso della famiglia Gaucci e sospende d'urgenza, con valore "esecutivo e immediato", la decisione della CAF sul "caso-Grieco", giudicata "in totale e macroscopico contrasto con il parere interpretativo e vincolante emanato dalla Corte Federale il 22 maggio 2003". Il presidente del Coni Gianni Petrucci si appella al Governo perchè adotti "un provvedimento che restituisca definitività alle decisioni degli organi di giustizia sportiva", e chiede alla federcalcio "una soluzione eccezionale e non ripetibile che ponga la parola fine alla vicenda, con la formula che riterrai piu' opportuna e funzionale". Il presidente del Catania, Riccardo Gaucci, chiede invece al ministro Urbani un intervento definitivo. Il Comune di Catania si costituisce in giudizio per sostenere 'ad adiuvandum' le tesi della famiglia Gaucci contro la FIGC.

25 luglio 2003: II TAR di Catania ha conferma tutti i decreti emessi sul caso Catania, rendendoli esecutivi. La squadra rossazzurra deve quindi essere iscritta al campionato di serie B. L'ultimo appello è quello del CGA di Palermo, che si pronuncerà il 31 luglio.

31 luglio 2003: Il Consiglio federale da via libera ai calendari, senza aspettare la sentenza del CGA che arriva poco dopo. Il ricorso della Figc viene accolto per un vizio formale nella notifica dei ricorsi del Catania. Ma Gaucci non si arrende: pronto un nuovo ricorso al TAR.

01 agosto 2003: I legali del Catania presentano un nuovo ricorso al TAR con il quale chiedono nuovamente l'iscrizione al campionato di Serie B.

13 agosto 2003: Il TAR di Catania accoglie il nuovo ricorso della società rosso azzurra e annulla la sentenza della CAF sul "caso-Grieco", nonchè la delibera del Consiglio Federale del 31 luglio nella parte in cui dichiarava il Catania retrocesso in Serie B, dando alla federazione 15 giorni di tempo per adempiere all'ordinanza cautelare.

14 agosto 2003: Il TAR di Reggio Calabria accoglie un nuovo ricorso del Catania, revocando l'iscrizione del Napoli alla Serie B, per l'irregolarità delle garanzie finanziarie presentate dalla società partenopea, imponendo alla FIGC l'iscrizione del Catania.

19 agosto 2003: Interviene il Governo. Viene approvato un decreto legge, concordato con FIGC, Lega calcio e CONI che prevede di rimandare al TAR del Lazio tutte le cause amministrative riguardanti società di calcio e vanificando, di fatto, tutte i provvedimenti ancora in corso. La FIGC può comunque agire in deroga ai regolamenti sportivi vigenti per rendere inutile il proseguimento delle cause in corso. Si va verso una B a 24 squadre.

20 agosto 2003: il Consiglio Federale, con il voto contrario della Lega Calcio, decide l'allargamento straordinario dell'organico delle società della Serie B a 24 squadre. Oltre al Catania, vengono ammesse le retrocesse Genoa e Salernitana e la Fiorentina per meriti sportivi, visto il fallimento dell'altra retrocessa, il Cosenza.

21 agosto 2003: Il CONI conferma la decisione del Consiglio Federale, vengono redatti i calendari.

22 agosto 2003: 19 formazioni di Serie B, appoggiate anche da alcune società di A, decidono il blocco di campionato e Coppa Italia.

24 agosto 2003: Salta la prima giornata di Coppa Italia. Le squadre che non si sono presentate per protesta contro l'allargamento della Serie B vengono punite con la sconfitta a tavolino e un punto di penalizzazione nella classifica del girone eliminatorio.

29 agosto 2003: L'assemblea di Lega porta all'accordo sui diritti televisivi: la Serie A partirà quindi regolarmente, mentre l'inizio del campionato di Serie B viene rinviato a data da destinarsi. Non c'è accordo sul numero di promozioni dalla B alla A per la stagione 2003-'04. Le società dissidenti chiedono 6 promozioni, con quattro retrocessioni dalla Serie A, in modo da allargare la A a 20 squadre nella stagione 2004-'05. Le società di A sono disponibili solo a concedere cinque promozioni dalla B, con tre retrocessioni dalla A, per arrivare allo stesso risultato.

30 agosto 2003: Le società di Serie B "ribelli" presentano ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio contro il decreto che prevede l' allargamento del Campionato di serie B a 24 squadre.

2 settembre 2003: Il TAR del Lazio rigetta il ricorso presentato dalle squadre di Serie B contrarie all'allargamento dell'organico, ritenendo che non sussistano "ragioni di estrema gravità e urgenza". L'udienza che dovrà entrare nel merito del ricorso fissata per il 16 settembre.

3 settembre 2003:  Le squadre di B dissidenti, oltre al Lecce, non scendono in campo per l'ultimo turno del girone eliminatorio della Coppa Italia.

5 settembre 2003: La protesta continua, ma l'inizio del campionato di Serie B non viene rinviato, nonostante il parere contrario della Lega.

7 settembre 2003: Il campionato di Serie B parte, ma solo formalmente. Vengono giocate solo due partite: Catania-Cagliari (0-3) e Napoli-Como (0-1).

9 settembre 2003: Trovato l'accordo per la partenza del campionato di Serie B. Le promozioni in A saranno cinque, e la sesta classificata si giocherà al posto in A con uno spareggio con la quart' ultima classificata della massima serie. Nessuna sanzione per le squadre che hanno boicottato la prima giornata del campionato cadetto.

11 settembre 2003: Nel pomeriggio il Consiglio Federale accoglie le richieste della Lega e formalizza le modifiche al formato del campionato di Serie B, che scatta così alle 20.30.

16 settembre 2003: Il TAR del Lazio respinge la richiesta di sospensione del provvedimento di ampliamento dell'organico della Serie B a 24 squadre. Il ricorso era stato inizialmente presentato da 18 club di Serie B, 17 dei quali (con la sola eccezione del Piacenza) avevano rinunciato formalmente all'istanza, in seguito all'accordo raggiunto con la federazione.

 

Il Corriere della Sera del 18-06-2003

2 articoli della "Repubblica" del 17 e 19 luglio 2003.

 

 

 

                            

 

  

Fasi del corteo rosso azzurro svoltosi a Roma nell' estate 2003 contro Carraro, la sua arroganza e il suo comportamento semplicemente scandaloso. 

 

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