Una carrellata di dirigenti e calciatori rossazzurri prima del 1946:

Il barone Gaetano Ventimiglia (chiamato anche Gaetano di Ventimiglia; Catania, ... – 1950?) è stato un direttore della fotografia italiano. Da giovane fu anche calciatore ed è ritenuto il fondatore della Pro Patria Catania, antenata del Calcio Catania. Studiava all'Accademia di Belle Arti di Roma e tornò in Sicilia in seguito al terremoto del 1908 a Messina e Reggio Calabria, per aiutare la popolazione colpita dal disastro. Dopodiché andò a Catania, dove prese in consegna la società di Francesco Sturzo d'Aldobrando e insegnò il calcio ai giovani catanesi che avrebbero disputato solo amichevoli fino alla prima guerra mondiale. Fu anche il primo capitano. In seguito si dedicò al cinema e fu responsabile della fotografia in una decina di film dal 1922 al 1950. Iniziò con L'incognita di Gennaro Righelli, poi collaborò anche con il tedesco Walter Niebuhr e con il giovane Alfred Hitchcock (in tre film).

Il presidente Ruggero Albanese, già giocatore della Pro Patria nel 1908, ha il merito di organizzare un torneo tra le squadre locali.
Santi Quasimodo (Aragona, 20 febbraio 1887 – Brescia, 1945) è stato un generale italiano. Maggiore dell'esercito italiano alla fine della Prima guerra mondiale dove fu insignito della medaglio di bronzo al Valor militare, aderì al fascismo, e nella seconda metà degli anni '20 passa alla MVSN (Milizia volontaria sicurezza nazionale), con il grado di Console (colonnello) alla 171^ legione a Palermo, È successivamente trasferito a Catania al comando della 167^ Legione Camicie nere. Nel 1929 è segretario federale del PNF a Catania dove tra l'altro costituisce la “Società Sportiva Catanese". Promosso Console Generale (generale di brigata) nel 1934, nel 1936 è in Etiopia al Governatorato di Addis Abeba. Combatte nella seconda guerra mondiale, nel 1940 è sul fronte d'Albania. Fu comandante dei gruppi da sbarco "M" che nel 1942 in Sardegna si preparavano all'invasione di Malta, poi mai effettuata. Si trovava il 25 luglio 1943 a Tolone al comando del II° Gruppo battaglioni da sbarco Camicie nere "Vicenza" e "Treviso". Dopo l'8 settembre del 1943, venne arrestato dai Tedeschi. Rilasciato grazie al Maresciallo Rodolfo Graziani, al quale lo legava un'antica amicizia, aderì alla Repubblica sociale italiana. Dopo il 25 aprile del 1945 si trovava a Milano, ospite per qualche giorno del nipote, lo scrittore Salvatore Quasimodo. Scompare nel bresciano in quei "giorni di odio", e il suo corpo non verrà mai più trovato, lasciando la moglie e i 4 figli in Sicilia, a Palermo.
Vespasiano Trigona, Duca di Misterbianco, membro del Direttorio Regionale Siculo, presidente coadiuvato da un importante consiglio d’amministrazione, tra cui Longo, Setarotta e il segretario Angelo Vasta.
Angelo Vasta, cultore sportivo, e Santi Passanisi
Manganaro, grossista di carta, primo presidente del Catania Calcio, dal 1946
al 1948. Gli fu vicepresidente Giuseppe Lorenti. Sotto la sua presidenza il
Catania giocò in serie C un anno anonimo e un anno vinse il girone (senza però
venire promosso in serie B). Prima di prendere in mano il Catania, Manganaro era
stato presidente della Virtus Catania.
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.Fausto Spedini, il libico Mustafà, Gambadoro, Leonardi e Verova..

Nicolò Nicolosi dal '32 al '40 Giovanni Degni dal '32 al '35 Giovanni Corbjons nel 1931-32

Amedeo Biavati nel 1934-35 Ottorino Casanova dal '33 al '37 Enrico Engel dal '32 al '34

Emilio Manazza dal '34 al '36 Francesco Pomi dal '33 al '35 Marcello Mihalic dal '35 al '38

Benedetto Stella nel 1935-36 Ettore Brossi nel 1936-37 Engelbert Koenig nel 1941-42

Luigi Nebbia dal '39 al '42 Alberto Pignattelli dal '32 al '34 Giovanni Degni (anni '30)